CLAUDIO ZILIOLI - ELLEN MAURER ZILIOLI

Lettera ad Aldo Tagliaferro post mortem, Brescia 12 Marzo 2011
Caro Aldo,
sono già due anni che non festeggiamo più insieme il nostro compleanno visto che eravamo nati a pochi giorni di distanza e mi ci è voluto tempo per pensare a queste poche righe e non è stato facile, ti vedo sempre vivo davanti a me con una forza eccezionale nonostante la gravi operazioni subite. Dopo il nostro primo casuale incontro a Milano era nata subito un’amicizia naturale complice anche la mia attività negli anni 60 con la „Galleria del Minotauro“ in Brescia e le numerose amicizie comuni di quegli anni ormai lontani  che il tempo trascorso aveva pensato a sfoltire. Molti erano i ricordi comuni di quel tempo e tante volte senza cattiveria ormai ne avevamo riso con comprensione bonaria. Avevo appena aperto una galleria con mia moglie, all’età di 69 anni, lei parecchio più giovane di me, s’intende, e proprio la Tua simpatia e il Tuo incoraggiamento ci ha stimolato ad andare avanti. Per Te contava il dialogo, lo scambio delle idee. Avevi mantenuto una visione sperimentale del processo artistico. La ricerca del successo commerciale – ormai – non faceva più parte della Tua „Weltanschauung“ – lontana da correnti e consumismi attuali. Legato alla fotografia analogica, all’immagine prodotta con la macchina fotografica, trasformandola in una sigla. Si, in una sigla. Le Tue opere sintetizzano con chiari messaggi, compressati e ridimensionati. Non raccontano, ma riducono, Filtrano e traducono l’idea per farla parlare tramite il concetto.

Siamo spesso venuti a trovarTi nella Tua „tana“ sull’Appennino, dove hai vissuto senza alcun comfort. La vista, il paesaggio, idee chiare in testa per lanciare queste sigle, queste freccie tagliaferristiche. Non c’è un’altro – guardando il panorama della storia italiana nella fotografia – che fosse così assurdamente testone pur di seguire la propria strada. Nessun compromesso, nessuna concessione al facile mercato. Sopra e sotto, hai esaminato le condizioni della vita in forma fotografico-filosofica senza perdere troppe parole e chiacchiere inutili.

Caro amico, continuiamo il discorso nel promuovere le Tue opere – adesso.

Claudio Zilioli

Aggiungo: hai fondamentalmente creduto che ognuno deve realizzare le sue „cose“, gli inglesi direbberero „you have to make your thing“. Eccoci, lo facciamo, a Brescia e altrove. Siamo altrettanto fondamentalmente convinti della necessità del Tuo lavoro, che pulisce gli occhi e invita a tornare all’essenziale.

Ellen Maurer Zilioli