MARCO NICCOLI

 

11 gennaio 2009: stavo andando in macchina a Genova con Jessica per vedere la mostra a Palazzo Ducale di Lucio Fontana. 

Faceva freddissimo.

Se non ricordo male eravamo a - 8 gradi. Parlavo dei miei progetti; di quello che volevo fare a breve in Galleria. Jessica mi ascoltava come sempre, con la solita pazienza e Amore.

Telefono. Sempre. Quando sono in macchina. Ho chiamato Aldo. Sapevo che non stava bene in quei giorni a causa di una influenza forte, forse conseguenza dei tanti malanni che da anni stava combattendo con inusitata sfrontatezza. Non aveva paura. derideva la Sua malattia. La Morte la studiava e la provocava. La analizzava concretamente e la esorcizzava senza averne paura col Suo lavoro - bellissimo - da sempre. Lo chiamo convinto di trovarlo a casa a riguardarsi. Aldo mi risponde con la voce rauca e debole come sempre ma con piglio e soddisfazione: Era a Bergamo in fiera. Era andato in fiera partendo da Bazzano - sopra i colli di Parma, in montagna, dove abitava- con la Sua Alfa Romeo rossa, credo retaggio e reminiscenza della Sua milanesità. Mi arrabbio. moltissimo. Chiedo il perché di un azione così dissennata, visto il tempo il freddo e il ghiaccio. Lui sorridendo soddisfatto mi dice "Sta scoppiando il caso Tagliaferro". E' vero; tante gallerie avevano i suoi lavori esposti. Arrivo a Genova. Mi godo la mostra. Fontana è immenso.

Aldo rientra a Parma e ha una ricaduta definitiva e se ne va, pochi giorni dopo. Questo é il mio ultimo ricordo di Aldo. Forse la Sua frase finale al telefono con me è vera. Aldo è più vivo che mai.