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Mario Cresci e Aldo Tagliaferro - Interferenze. Galleria Elleni, Bergamo. Inaugurazione sabato 26 maggio

Mario Cresci e Aldo Tagliaferro
INTERFERENZE

26 Maggio - 30 Giugno 2018
A cura di Sara Fontana

opening Sabato 26 Maggio 2018 dalle 18.00
da Martedì a Sabato orari 10-13 15-19
Durante l’inaugurazione sarà presentato il libro di Sara Fontana Arte e antropologia in Italia negli anni Settanta (Postmedia books, 2018) alla presenza degli artisti Mario Cresci, Armando Marrocco e Antonio Paradiso.
La mostra Mario Cresci e Aldo Tagliaferro, Interferenze inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate - FREQUENZE/FREQUENCIES (25 26 27 Maggio 2018), le giornate dedicate all’arte contemporanea organizzate annualmente a Bergamo da The Blank Contemporary Art.
Protagonisti, negli anni Settanta, del dibattito tra arte e fotografia, lungo una carriera pluridecennale Mario Cresci (Chiavari, 1942) e Aldo Tagliaferro (Legnano, Milano, 1936 - Parma 2009) sono rimasti entrambi fedeli sia all’utilizzo del linguaggio fotografico, sia a un’autentica ricerca artistica, muovendo da una riflessione sociologica per poi indagare i temi della memoria e dell’identità.
Cresci presenta una selezione di opere tratte dalle due serie Le macchine di Penelope e Pietre Coti, entrambe parte di un progetto più ampio dedicato nel 2008 a luoghi, elementi e personaggi della storia bergamasca. Il territorio di Bergamo, come già quello di Matera negli anni Settanta, è qui il luogo dell’indagine antropologica di Cresci: un’indagine che coinvolge l’arte, la cultura (anche la cultura popolare e la cultura materiale), la scienza e l’industria. Nelle immagini delle macchine del cotonificio Albini, come in quelle delle “Pietre Coti” (un prodotto tipico della bassa Val Seriana utilizzato come abrasivo per affilare utensili metallici), l’artista evidenzia sequenze lineari e configurazioni astratte, potenziando le valenze segniche e dinamiche della rappresentazione.
Di Tagliaferro sono esposte alcune opere del ciclo Analisi della pettinatura africana. “Dal segno alla scrittura”, una ricerca nata alla fine degli anni Settanta durante un soggiorno dell’artista nel Congo. Le immagini colgono l’aspetto etnologico delle acconciature, ma esaltano soprattutto il rigore del “segno” e l’uso della ripetizione. Nelle sue Annotazioni di lavoro, Tagliaferro scrive: “L’intervento si sviluppa in tre momenti: nel primo le immagini “registrate” sono state isolate dal loro contesto, annullando anche i visi, per evidenziare la traccia segnica della pettinatura, poi riproposte strutturandole su una forma geometrica per accentuare il rigore del “segno”; nell’elaborazione dei vari “modelli” l’immagine è stata dilatata fino a diventare una macroimmagine, questo per estraniare la rappresentazione e focalizzare le sue “tracce”; infine, attraverso la ripetizione del dettaglio di un’immagine, questa si trasforma diventando quasi una scrittura”.
GALLERIA ELLENI
via Broseta 37
24121 Bergamo,
Tel. (+39) 035.243667
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www.galleriaelleni.it
 

Photosequences. Osart Gallery, Milano. Inaugurazione mercoledì 28 marzo 2018

VITO ACCONCI | VINCENZO AGNETTI | PETER HUTCHINSON | DUANE MICHALS | DENNIS OPPENHEIM | GINA PANE | MARIO SCHIFANO | ALDO TAGLIAFERRO
A cura di Daniela Palazzoli
DAL 29 MARZO 2018 AL 26 MAGGIO 2018
Inaugura il 28 marzo 2018 presso Osart Gallery, Milano, la collettiva PHOTOSEQUENCES che presenta dieci opere storiche fotografiche realizzate tra il 1969 e il 1979 dagli artisti Vito Acconci, Vincenzo Agnetti, Peter Hutchinson, Duane Michals, Dennis Oppenheim, Gina Pane, Mario Schifano, Aldo Tagliaferro.
La mostra si propone di analizzare il mezzo fotografico in funzione del concetto di sequenza. La sequenza, infatti, oltre ad “animare” l'immagine conferisce all'opera un ritmo
narrativo trasformandola, così, in un vero e proprio racconto. Ebbene, gli artisti qui rappresentati, nonostante appartengano a movimenti artistici diversi tra loro, hanno in comune il fatto di aver utilizzato il concetto di foto sequenza per raccontare se stessi, i propri cari, le proprie idee, senza escludere lo spettatore assegnandogli
una funzione attiva e non più solo contemplativa.
Peter Hutchinson viene considerato l'artista più rappresentativo della cosiddetta Narrative Art soprattutto per il suo modo innovativo con cui distanziava il rapporto tra
fotografia e scrittura. L'opera The Visit (1972), per l'appunto, costruisce il percorso che il nostro cervello può compiere sia quando osserviamo un'immagine sia quando, invece, ci affidiamo al solo percorso guidato dal significato delle parole.
Nelle sequenze fotografiche di Vito Acconci (Margins, 1969), Gina Pane (Je, 1972) e Dennis Oppenheim (2 image transfer drawing, 1975) è evidente il riferimento alla Body Art. Il corpo umano, rappresentato anche nella sua sfera emotiva, diventa la modalità attraverso cui gli artisti studiavano se stessi e gli esseri umani. Infatti, in queste tre opere l'artista è anche protagonista ricoprendo il ruolo di intruso in Je, sottolineando la sua presenza - e al contempo assenza - in Margins, ritraendo la versione passata e futura di se stesso in 2 image transfer drawing.
Guardando al panorama italiano, le opere di Vincenzo Agnetti (Autotelefonata, 1974), Mario Schifano (Polaroids, 1974) e Aldo Tagliaferro (Io ritratto, 1979) affrontano in modo innovativo e dialettico l'inesorabile avanzata dei mass media e la conseguente riflessione psicologica su di sé. Fu proprio nel 1974 che questi tre grandi artisti parteciparono a Fotomedia, presso il Museum am Ostwall di Dortmund, curata da Daniela Palazzoli, grazie alla quale la fotografia concettuale italiana ottenne uno dei primi riconoscimenti nel panorama artistico mondiale.
Il ritratto di Bill Brandt (1973), invece, è un vero e proprio omaggio alla fotografia impersonata da uno dei suoi maggiori protagonisti. La sequenza, costituita da nove immagini disposte circolarmente, rivela la superlativa creatività fotografica che Duane Michals pratica da più di cinquant'anni di lavoro. Per comprenderlo a fondo basta citare due frasi che raccontano la sua idea di fotografia: “ La parola chiave è espressione, né fotografia, né pittura, né scrittura” (...) e “Quando voi guardate le mie fotografie state guardando i miei pensieri.”
Alla base di tutte le opere partecipanti a PHOTOSEQUENCES c'è il volere dell'artista di raccontare attraverso il mezzo fotografico un pensiero, un avvenimento, un sentimento. Ciò alimenta la nostra curiosità e ci invita ad abbandonarci ad un flusso di idee, immagini ed emozioni tutte da scoprire “... cosicché IO partecipi a L'ALTRO” (cit. Gina Pane).
Note biografiche
Vito Acconci (New York, 1940 – New York, 2017)
Vincenzo Agnetti (Milano 1926, - Milano, 1981)
Peter Hutchinson (London,1930)
Duane Michals (McKeesport, Pennysilvania, 1932)
Dennis Oppenheim (Electric City, Washington 1938 – New York, 2011)
Gina Pane (Biarritz, 1939 – Parigi 1990)
Mario Schifano (Homs, Libia 1934 – Roma, 1998)
Aldo Tagliaferro (Legnano, 1936 – Parma, 2009)
Accompagna la mostra un catalogo bilingue con testi critici a cura di Daniela Palazzoli
PHOTOSEQUENCES
Milano, Osart Gallery
Corso Plebisciti, 12
29 marzo 2018 – 26 maggio 2018
Inaugurazione: mercoledì 28 marzo, ore 18.30
Orari: da martedì a sabato, 10.00 – 13.00, 14.30 – 19.00
Ingresso libero
Informazioni:
T. +39 02 5513826
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www.osartgallery.com
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Questioni di famiglie. Centro Italiano della Fotografia d'Autore, Bibbiena. Inaugurazione domani, sabato 17 giugno ore 18.00

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il CIFA presenta la mostra “Questioni di Famiglie”

CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore

Via delle Monache 2, Bibbiena (Arezzo)

17 giugno – 3 settembre 2017

 

La mostra è una rampa di lancio per il Progetto Nazionale “La Famiglia in Italia” che verrà esposto nel 2018 in occasione del 70° anniversario della FIAF

 

Bibbiena, 5 giugno 2017 – Il CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (AR), ente nato per volontà della FIAF, la storica Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, presenta la mostra fotografica “Questioni di Famiglie”, che si terrà da lunedì 17 giugno a domenica 3 settembre 2017, con inaugurazione il 17 giugno alle 18,00. Anticipa l’inaugurazione, alle ore 16,00, una tavola rotonda con i curatori della mostra e, alle ore 17,30, la cerimonia di inaugurazione delle nuove opere di BIBBIENA CITTÀ DELLA FOTOGRAFIA.

La mostra “Questioni di Famiglie” viene presentata con un anno di anticipo rispetto al Progetto Nazionale “La Famiglia in Italia”, che verrà esposto a Bibbiena nel 2018 in occasione del 70° anniversario della Federazione. Il progetto, già in fase di realizzazione, si rivolge a tutti gli appassionati fotografi e chiede loro di immortalare la famiglia contemporanea italiana; l’obiettivo è quello di realizzare una campagna fotografica di ricognizione che coinvolga migliaia di fotografi.

Questioni di Famiglie” intende presentare al pubblico i molteplici aspetti di come la famiglia è stata raccontata fotograficamente in passato. Con la consapevolezza che l’argomento è molto vasto, sono state scelte dai dieci curatori della mostra alcune tra le diverse possibili tematiche rappresentative dell’argomento per offrire spunti di riflessione e stimoli anche ai fotografi che si apprestano a partecipare al prossimo Progetto Nazionale.

La mostra è divisa in dieci sezioni (tra cui “La famiglia a tavola”, “La famiglia Social”, “La famiglia nel cinema italiano”..) e ciascuna sezione è seguita da un curatore differente per un totale di oltre 200 immagini esposte. Con le sue 16 celle e un grande corridoio, il CIFA rappresenta il luogo ideale per questo tipo di esposizione, che si offre ai visitatori come un percorso a tappe in cui scoprire, a volte anche con curiosa sorpresa, alcuni esempi di come la fotografia in Italia ha declinato il tema della Famiglia.

Tra i vari Autori che espongono è possibile trovare Cesare Colombo, Nino Migliori, Costantino Ruspoli, Paolo Ventura, Settimio Benedusi, Federico Patellani, Paul Ronald, Aldo Tagliaferro, Eugenio Giacinto Garrone, Gianni Berengo Gardin, Mario Cresci, Toni Thorimbert, Gabriele Galimberti, Giovanni Gastel, Gabriele Basilico e ancora molti altri.

Tatiana Agliani ha curato la sezione “La famiglia vista dai giornali. Nella presentazione la curatrice scrive: “…il settimanale illustrato si rivela una fonte preziosa per leggere i cambiamenti nel modo di intendere la famiglia nella società italiana. Attraverso pagine di giornali e fotografie, la sezione della mostra richiama momenti e aspetti dell'evoluzione della rappresentazione della famiglia sulla stampa dal secondo dopoguerra ai primi anni del Duemila”.

Massimo Agus, curatore della sezione “La famiglia a tavola, spiega invece che: “La superfice delimitata della tavola apparecchiata è lo spazio dove la famiglia italiana negozia le sue dinamiche e costruisce i suoi riti e le sue abitudini. È il luogo dove agiscono i rapporti interni tra i membri della famiglia, si stabiliscono le abitudini gastronomiche e si celebrano le cerimonie speciali. … Le fotografie scelte … ci raccontano il rito del pasto della famiglia italiana durante questi ultimi 25 anni. Ma ci raccontano anche il modo come i diversi autori hanno guardato al fenomeno della famiglia e ai suoi cambiamenti”.

Giovanna Calvenzi, che ha curato la sezione “La Famiglia in posa, con 16 immagini che abbracciano il periodo dal 1946 al 2016, afferma: “Nella realizzazione dell’immagine, fotografo e famiglia si confrontano e ognuno persegue necessariamente un proprio intento. Il risultato è la fotografia di una famiglia in posa, ma spesso l’immagine è più veritiera di quanto lo siano le intenzioni delle parti in gioco”.

Attilio Lauria si è dedicato alla “Famiglia Social con un’installazione che prevede anche video.

Antonio Maraldi ha selezionato le immagini relative alla sezione “La famiglia nel cinema italiano. Egli scrive: “A ben vedere, il tema della famiglia e dei rapporti familiari attraversa da sempre il cinema italiano e tocca in pratica tutti i generi, dalla commedia al film d’autore. Si potrebbe affermare che i registi abbiano soprattutto raccontato o storie d’amore o storie di famiglia…”

Lucia Miodini, che ha curato la sezione “Memorie familiari, scrive: “Nella ricerca contemporanea s’individua la persistenza di poetiche accomunate dal riuso della fotografia familiare, pur tenendo conto dei diversi orientamenti e stili espressivi che caratterizzano l’opera degli autori. Sono fotografi e fotografe appartenenti a diverse generazioni che interrogano le pratiche, le forme di presentazione e le articolazioni narrative della memoria familiare… Accomuna tutte queste esperienze il superamento dei confini tra tempo reale e memoria, tra autenticità e contraffazione, tra appropriazione e simulazione del reale.”

Una cella dedicata all’”Album di famiglia è presentata da Claudio Pastrone. “Tra i tanti Album di famiglia, oggetto che, da quando la fotografia e la sua produzione è diventata alla portata di tutti, è stato per anni presenza consueta nelle case, abbiamo scelto un caso particolare. Una coppia, che dal 1980 ai giorni nostri ha raccolto e conservato in 43 modesti album/raccoglitori migliaia di fotografie. Le pagine aperte appese alle pareti sono un omaggio al ricordo personale e privato della loro storia familiare e affettiva.”

Nella cella adiacente Michele Smargiassi propone un’operazione concettuale dal titolo “La famiglia senza posa. “…Due sguardi differenti raccontano la famiglia italiana attraverso la fotografia. Il secondo è uno sguardo pubblico, quello dei fotografi professionali, dei fotogiornalisti, dei fotografi artisti, dei fotoamatori… Il loro posto è la pagina del giornale o del rotocalco, l’album professionale, comprato bello che fatto, o la parete della mostra. Il primo è uno sguardo privato, autoriflessivo, tecnicamente assistito dalle fotocamere economiche e automatizzate… Sono le foto delle vacanze, delle cresime, delle comunioni, delle occasioni felici. Ma c’è un terzo genere di fotografia che coinvolge la famiglia. Uno sguardo selvaggio, involontario, mai codificato, che sfugge sia al controllo dell’osservatore esterno che all’autocontrollo del nucleo familiare... Nelle cartoline turistiche, ad esempio…”

La famiglia postbellica è il titolo della sezione curata da Enrica Viganò. “A guardare indietro di settant’anni scopriamo – scrive la Viganò - una struttura familiare così diversa da quella dei giorni nostri che diventa difficile immaginare le tappe di un’evoluzione così rapida e radicale. Ma dopo gli anni bui del fascismo, dopo le privazioni della seconda Guerra Mondiale e con la ritrovata libertà, è stato tutto un concorso di energie positive e nuove visioni ad accelerare il cambiamento (ancora in atto) nella società occidentale…”

Con la curatela di Renato Longo e Claudio Pastrone, nel corridoio del CIFA trovano posto anche immagini storiche tratte dagli archivi dell’Associazione per la Fotografia Storica e dagli archivi della FIAF, la Fototeca Nazionale FIAF di Torino e l’Archivio del CIFA di Bibbiena. Immagini che, dalla metà dell’ottocento a tempi più recenti, ripropongono un percorso frammentato e ideale della fotografia che ha per soggetto la famiglia.

Con l’installazione di tre opere di Franco Fontana, Francesco Zizola e Piergiorgio Branzi prosegue inoltre il progetto di BIBBIENA CITTÀ DELLA FOTOGRAFIA e si amplia così la galleria a cielo aperto caratteristica della cittadina e patrimonio di tutti gli amanti della fotografia.

 

Mostra fotografica “Questioni di Famiglie”

Luogo: Centro Italiano della Fotografia d’Autore - Bibbiena (Arezzo), Via delle Monache, 2,

Tel. 0575 1653924 - Cell. 349 2335011

Ingresso: Gratuito

Inaugurazione: Sabato 17 giugno 2017 ore 18,00

Chiusura: Domenica 3 settembre 2017

Orario mostra: da martedì a sabato 9,30 / 12,30 e 15,30 / 18,30 - domenica 10,00 / 12,30

Per maggiori informazioni: http://www.centrofotografia.org/

 

FIAF

Fondata nel 1948 a Torino, la FIAF è un'associazione senza fini di lucro che si prefigge lo scopo di divulgare e sostenere la fotografia amatoriale su tutto il territorio nazionale. In oltre sessant’anni di storia la FIAF non ha cambiato il suo originale intento ed oggi annovera circa 5.500 associati e 550 circoli affiliati, per un totale di oltre 40.000 appassionati, coinvolti nelle molteplici attività della Federazione, accomunati dal comune interesse per il mondo della fotografia. La FIAF fornisce molteplici servizi, dai più pratici mirati al sostegno nell’organizzazione di eventi a quelli rivolti alla formazione e alla crescita culturale di ogni singolo associato. www.fiaf.net

 

CIFA

Il Centro Italiano della Fotografia d’Autore nasce a Bibbiena, in provincia di Arezzo, per volontà della FIAF, la più importante e meglio organizzata associazione fotografica nazionale non professionale. La sua diffusione sul territorio nazionale e la sua “trasversalità” a livello sociale e culturale, permettono al Centro di porsi come osservatorio privilegiato sulla fotografia. L'attività del Centro pone particolare attenzione allo studio e alla valorizzazione della fotografia italiana del periodo storico che parte dall'ultimo dopoguerra. Di fondamentale importanza è l'impegno nel campo della conservazione, inventariazione, catalogazione e riproposizione al grande pubblico del proprio patrimonio fotografico. A questo scopo sono stati approntati dei locali realizzati secondo le più recenti normative sulla conservazione del materiale fotografico e sta per partire una campagna di inventariazione e catalogazione dei fondi già acquisiti, da realizzarsi con programmi che permettono di interfacciare i dati con quelli delle altre istituzioni culturali italiane. www.centrofotografia.org

 

Per ulteriori informazioni:

6Glab - il laboratorio di idee di SEIGRADI / Barbara Gemma La Malfa
Via G. Mameli 3 - 20129 Milano
Tel. +39.02.84560801/ Fax +39.02.84560802
Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Pagina Facebook: 6Glab
Twitter: https://twitter.com/6Glab
www.seigradi.com

 

Cielo e terra // Galleria Milano // Inaugurazione martedì 13 giugno, ore 18.30 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Infinite sono le cose tra cielo e terra che gli umani non conoscono

Inaugurazione: martedì 13 giugno 2017, ore 18,30
Periodo espositivo: fino a settembre 2017
Orari della Galleria: da martedì a venerdì dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00. Lunedì dalle 16,00 alle 20,00 e sabato dalle 10,00 alle 13,00.

La Galleria Milano è lieta di presentare una mostra dedicata ai due elementi del cielo e della terra, esponendo opere di artisti che hanno mostrato fascinazione verso il loro potere ancestrale.

Da una parte il cielo, lo spazio siderale visibile dalla terra, con gli astri e i suoi agenti atmosferici.
Le fotografie di Aurelio Andrighetto tentano di ricostruire l’esperienza percettiva del passaggio dalla visione diurna a quella notturna. Le potenzialità del pensiero davanti al cosmo e il metodo di osservazione del reale sono anche al centro della ricerca di Pierluigi Fresia in Constellations. La serigrafia con collage di Jim Dine proviene da un portfolio commissionatogli dalle Edizioni Alecto nel 1966, dove gli oggetti della realtà quotidiana, costante della sua poetica, sono caricati di nuove potenzialità con attenzione al contesto enviromental. Anche Joe Goode, esponente del movimento “Light and Space” – sviluppatosi sulla West Coast negli anni Sessanta – guarda all’ambiente e agli agenti atmosferici, sfidando il confine tra rappresentazione e astrazione. Così Francesco Pedrini, che immortala i tornado e l’effimera vita di una nuvola lanciandosi nella sfida impossibile di “registrare l’irregistrabile” (Elio Grazioli). Davide Mosconi tenta di disegnare l’aria regalando immagini cosmiche, dove le costellazioni sono costituite da oggetti congelati in volo da uno scatto fotografico. Fabio Zonta nei suoi vortici, elementi d’acqua che sembrano buchi neri nella galassia, mette in atto “una sorta di evasione dalla realtà fisica” (Mario Guderzo). Anche i lavori di Sandro Somarè indagano l’incerta liminalità visiva tra cielo e acqua: i colori tenui del mare sono rarefatti nelle sfumature di grigio disperdendo la linea dell’orizzonte; ciò che interessa non è il luogo in sé, ma la sua luce. Una lettura ironica, in chiave pop, è quella di Richard Smith che utilizza l’aquilone come supporto e tecnica.

E poi c’è la terra, spazio della materialità e delle radici, ma anche dell’imperscrutabilità della natura.
Non al polo opposto del cielo, ma complementare, come ci ricorda Aldo Tagliaferro nei suoi rapporti intimistici con entrambi gli elementi. La terra è utilizzata in tutta la sua potenza materica nell’opera di Nanni Valentini così come nel lavoro di Adelio Maronati che la utilizza direttamente sulla tela, unita ai colori a tempera. La proposta elaborata da Giannetto Bravi, concepita per Operazione Vesuvio, è costituita da un invaligiamento metaforico delle proprie origini. Nelle fotografie di Arno Hammacher, cresciuto a contatto con la natura sulla costa del Mare del Nord, tornano ricorrentemente il mare e le dune sabbiose. Luca Maria Patella riflette sulla funzione conoscitiva dell’arte applicando metodi proto-concettuali che aprono al dialogo con la scienza. Marco Vaglieri indaga la Storia con le sue storyboard, frutto di uno studio sulle zone della Prima Guerra Mondiale. Le trincee e i loro scavi, di cui racconta Vaglieri, ricordano ciò che è sotto terra: la coppia Ottonella Mocellin + Nicola Pellegrini scende nelle sue profondità in Il carbone sotto la pelle, intervento partecipativo realizzato a Barbarano in Puglia (2003) al fine di dare voce ad una comunità di ex minatori, mentre al centro di I Wanna Hold Your Hand If I Can Be So Bold (2006) sono i rapporti di coppia. Jae-Eun Choi seppellisce duecento fogli di carta giapponese Wa-shi, prodotta per resistere ad ogni danno del tempo, in varie parti del mondo, per disseppellirli dopo qualche anno e registrare il loro deterioramento in base ai diversi tipi di terreno nel quale erano permasti. Il “potere del sottosuolo” (Choi) è sviluppato in chiave lirica e suggestiva da Luca Vitone in Et in Arcadia Ego (Lach), del 2001, dove lo scavo archeologico riporta alla luce la cultura sonora del luogo. Peter Fend, infine, offre visioni satellitari e mappe con attenzione all’ecologia globale e a questioni geopolitiche.

 

 
CLAUDIO ZILIOLI - ELLEN MAURER ZILIOLI

Lettera ad Aldo Tagliaferro post mortem, Brescia 12 Marzo 2011
Caro Aldo,
sono già due anni che non festeggiamo più insieme il nostro compleanno visto che eravamo nati a pochi giorni di distanza e mi ci è voluto tempo per pensare a queste poche righe e non è stato facile, ti vedo sempre vivo davanti a me con una forza eccezionale nonostante la gravi operazioni subite. Dopo il nostro primo ca…

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